La Storia
Dal 1200 ad oggi:
finalmente street food
Il Panattonin esiste da secoli: è documentato in un vocabolario dell'Ottocento e dà il titolo a una commedia milanese del 1878. Noi lo abbiamo solo rimesso in forno.
Dal 1200
Piccolo, e fatto tutto l'anno
Il panettone delizia i palati milanesi già dal 1200 d.C. Ma l'idea che sia soltanto un dolce di Natale è recente: tradizionalmente veniva prodotto tutto l'anno, in un formato molto più piccolo.
A dirlo non siamo noi. Nel terzo volume del Vocabolario milanese-italiano, il repertorio filologico compilato nell'Ottocento da Francesco Cherubini, c'è una voce dedicata: panatton o panatton de Natal.
«Specie di pane di frumento addobbato con burro, uova, zucchero e uva passerina (ughett) o sultana che, intersecato a mandorla quando è pasta, cotto che sia risulta a molti cornetti. Grande di una o più libbre sogliamo farlo soltanto a Natale: di pari o simil pasta, ma in panellini lo si fa tutto l'anno dagli offellai, e lo chiamiamo panattonin.»
È tutto qui: il formato piccolo, la produzione tutto l'anno, gli offellai che lo sfornavano, e soprattutto il nome: non un diminutivo affettuoso inventato da noi ma una parola che i milanesi usavano davvero.
Milano, secondo Ottocento
Quando parlare milanese era una scelta
Pochi decenni dopo quel vocabolario, la stessa parola finisce a teatro. Per capire come, bisogna guardare cosa succedeva a Milano.
Dopo l'Unità d'Italia, i dialetti vengono considerati lingue popolane, da superare. Anche i teatri passano all'italiano. È in reazione a quel clima che nasce il teatro milanese moderno: Camillo Cima debutta al Teatro Gerolamo nel maggio 1869, e poco dopo Cletto Arrighi fonda il Teatro Milanese.
Scrivere in milanese allora era resistenza culturale. Il pubblico era popolare — bottegai, artigiani, sartine, gli stessi mestieri che riempiono le commedie di Cima.
1827
— 1908
Camillo Cima
Milanese. Architetto, pittore, drammaturgo, giornalista, illustratore ed editore. Prima antiaustriaco, poi genericamente anti-establishment.
Dedicò gran parte del suo teatro al “ventre di Milano”: i Meneghini e le Cecche, i caffè, le botteghe, le strade.
L'autore
Un uomo che stava dalla parte del popolo
Cima non fu autore di un'opera isolata: firmò decine di commedie in milanese — “I deslipp del sur Bartolamee”, “El mercaa de Saronn”, “On pret scapusc” — al fianco di Arrighi e di Edoardo Ferravilla, il più grande attore milanese di sempre.
E qui la parola fa un doppio gioco. Per Cherubini il “Panattonin” è il dolce piccolo; in bocca ai milanesi “panatton” è anche il fornaio, e col diminutivo “-in” diventa il garzone di panetteria. Il dolce e chi lo sforna portano lo stesso nome — esattamente la galleria di mestieri popolari che Cima metteva in scena.
La trama
Un biglietto dentro il dolce
Ambrosin non osa dichiararsi. Così nasconde il bigliettino dentro un Panattonin, e lo fa recapitare a Letizia.
Atto primo, 1827. Casa Spanteghetti, vigilia di Natale. La famiglia prepara i panattonin da regalare e organizza una piccola lotteria di pegni. Ambrosin, giovane e di famiglia modesta, affida il proprio sentimento a un gesto invece che a delle parole. Letizia trova il biglietto. Tra i due la dichiarazione si consuma così: in silenzio, sotto gli occhi complici della servitù.
Atto secondo, 1877. Sono passati cinquant'anni esatti. Letizia ha sposato un altro; Ambrosin — ora Ambroeus, settant'anni — è rimasto l'amico di sempre. I loro nipoti, Evelina e Francesco, si amano e non riescono a dirselo. Riemerge il vecchio segreto del biglietto, mai raccontato in tutti quegli anni. È quel ricordo a dare ai due giovani il coraggio che ai nonni era mancato.
Il panattonin, in scena, non è un dolce qualsiasi: è il motore di tutta la commedia e porta dentro di sé qualcosa di prezioso e nascosto.
In breve
Le date
1200
Il pane dei signori
Il panettone comincia a deliziare i palati milanesi. Non è ancora solo un dolce di Natale.
1814
La voce «Panattonin»
Francesco Cherubini registra la parola nel suo Vocabolario milanese-italiano: il formato piccolo, fatto tutto l'anno dagli offellai.
1827
Il bigliettino
Primo atto. Vigilia di Natale: Ambrosin nasconde una dichiarazione d'amore dentro un Panattonin destinato a Letizia.
1877
Cinquant'anni dopo
Secondo atto. La generazione successiva ripete lo stesso gesto, e il cerchio si chiude.
1878
On Panattonin
Camillo Cima pubblica la commedia in due atti in dialetto milanese. Il titolo è il nome che oggi portiamo.
2021
Di nuovo in forno
Roberto riporta il Panattonin a Milano: piccolo, leggero e sfornato tutto l'anno. Street food, come merita.

Oggi
E poi è arrivato Roberto
Centoquarant'anni dopo Cima, il Panattonin è tornato in forno. Piccolo come allora, a lunga lievitazione, soffice, leggero e farcito con la cucina di questa città: ossobuco, cotoletta, busecca, mondeghili.
Due generazioni, la stessa festa, lo stesso gesto. Da noi, adesso, si può anche mangiare.